L’iter necessario perché i promessi
sposi possano unirsi in matrimonio, civile o religioso
che sia, impone una tempistica precisa, in cui
richiedere e presentare la documentazione prevista
presso il Comune o la Parrocchia in cui verranno
celebrate le nozze. La prima cosa da fare, per
la futura coppia di sposi, è quella di recarsi
all'Ufficio Matrimoni, dove concordare un appuntamento
per firmare la richiesta di pubblicazioni. Entrambi
gli sposi devono essere maggiorenni e in possesso
di carta d'identità non scaduta. Per le pubblicazioni
non occorre più la presenza dei testimoni.
Successivamente il Comune di residenza rilascia
ai due sposi il nullaosta, ovvero il certificato
di avvenuta pubblicazione, il quale dovrà essere
consegnato al Parroco, se si sceglie il rito concordatario,
oppure all'Ufficiale di Stato Civile del o dei
Comuni di residenza, se si sceglie il rito civile.
Nell’ordinamento giuridico italiano esistono
tre diversi tipi di matrimonio: Il matrimonio civile:
(presso il comune,) celebrato davanti all’ufficiale
di Stato Civile;
Il matrimonio Cattolico (detto anche Canonico):
(solo in chiesa) celebrato davanti al Ministero
del culto cattolico;
Il matrimonio Concordatario:
(prima al comune e poi in chiesa) celebrato
davanti al Ministro del Culto cattolico (Parroco)
ma regolarmente iscritto nei registri di Stato
civile. Poi abbiamo Un quarto tipo di matrimonio
detto “ anticattolico” ossia celebrato con
rito Ebraico, Valdese, Chiese Cristiane Avventiste,
Assemblee di Dio in Italia, Congregazione dei
Testimoni di Geova.
Matrimonio Civile
Questo tipo di matrimonio è in crescita continua,
per i divorziati rappresenta oggi l’unica
scelta possibile salvo non abbiano ottenuto
l’annullamento dalla Sacra Rota. Il rito è
molto breve, 15–20 minuti, e si svolge tra
la lettura degli articoli 143 – 144 – 147
del Codice Civile, la classica domanda di rito
(“ Vuoi tu ……”) seguita dalla risposta
degli sposi, lo scambio degli anelli, la firma
dei registri da parte degli sposi e dei testimoni,
un breve discorso augurale da parte dell’officiante.
E’ importante ricordare: sposarsi fuori dal
proprio Comune richiede una delega del Sindaco.
Si consiglia inoltre di verificare la disponibilità
della sede con largo anticipo, almeno sei mesi
prima.
I documenti hanno tutti una validità di 180
giorni. I documenti da richiedere
sono i seguenti:
Estratto dell’atto di nascita:rilasciato dal
Comune di nascita se è diverso da quello di
residenza
Certificato contestuale:rilasciato dal Comune
di residenza
Certificato di stato civile
Certificato di cittadinanza
Certificato di residenza
Pubblicazioni civili in Municipio
Dichiarazione di assenza di impedimenti al matrimonio